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Chiusura Megaupload

 
 

Chiusura Megaupload: L’FBI la accusa di “favoreggiamento alla pirateria”

 

Il dipartimento chiude il famoso portale che sembra istigare alla pirateria


di Stefano Garufi

 

 

 

Il noto portale di condivisione file, Megaupload è stato oggi chiuso al pubblico dall’FBI, insieme ai suoi siti gemelli (primo fra tutti il famoso Megavideo, che permetteva la visione in streaming di numerosi file video). Tra le accuse c’è la violazione al copyright e delle leggi anti-pirateria. Il fondatore di Megaupload, Kim Schmitz rischia fino a 50 anni di galera.


Il principio su cui si fonda Megaupload è semplice: qualunque persona può entrare nel sito (adesso oscurato), www.megaupload.com, e scegliere di condividere qualunque file. Per poter usufruire di maggiori servizi vi sono la registrazione ed un pagamento mensile al sito stesso, permettendo di tenere più a lungo il file online, e di poter scaricare in maniera prioritaria, a maggiori velocità.


Questa pratica ha portato le persone a scambiarsi, in maniera semplice, molti file coperti da copyright fino a creare veri e propri siti di scambio basati su questa cultura. Le case di produzione di software, musica e film non sono rimaste a guardare, dichiarando di aver perso 500 milioni di dollari a causa di questi scambi che violano i diritti d’autore. Da Megaupload nasce anche la branca “Megavideo”, che permette di vedere molto facilmente, in streaming, qualunque video caricato precedentemente; in questo modo la gente può vedere i film, al computer evitando di pagare il prezzo del biglietto del cinema o del DVD.


Intanto, su Twitter, gli utenti si ribellano: rivogliono il loro sito, sono loro a decidere cosa mettere online ed il portale non c’entra nulla.


Aperto il 21 Marzo del 2006, Megaupload è cresciuto sempre di più fino a diventare il 13° sito più visitato in assoluto al mondo, preferito ad altri siti simili come rapidshare, fileserve e così via, per la sua semplicità di upload e, soprattutto, download. Ma ora che Megaupload ha chiuso, anche i suoi fratelli gemelli faranno la stessa fine? Sarà la fine della condivisione dei file online? Pian piano la lotta alla pirateria agisce per vie legali e legislative. Si sta attendendo infatti il responso sull’approvazione della legge SOPA che, se approvata, darà un taglio netto alla piena libertà di cui gode internet.

Commenti

Beh in effetti è vero che piattaforme con Megaupload sembrano rendere le cose facili ai pirati. Però a perer mio dovrebbe vigere la responsabilità di chi carica i contenuti, non di chi gestisce la piattaforma
avatar Adajo
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L'idea del programma è buona di poter condividere i file,ma non si possono punire tutti gli utenti solo perchè c'è qualcuno che condivide file protetti da copyright...anche dalla dolce Uva si ottiene il vino che se presa a quantità eccessive può essere molto pericoloso..
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