NewsLetter
11.png
 

Iper-Grazia

 
 

Affrontare l'errore dell'Iper-Grazia


Law vs Grace (fonte: internet) Come una splendida verità biblica può essere storpiata conducendo all'errore


Dr. Michael L. Brown



Il messaggio biblico della grazia è così meraviglioso e glorioso da trasformare ogni vita.


Non possiamo vivere la nostra vita un solo istante senza di esso. Ma esiste un messaggio, oggigiorno, che viene predicato nel nome di una nuova riforma della grazia, in cui si mescola la potente verità con pericolosi errori. Io la definisco “Iper-grazia”.


Una delle dottrine fondanti dell’Iper-grazia è che Dio non vede i peccati dei Suoi figli, dato che siamo stati già resi giusti col sangue di Gesù e che tutti i nostri peccati passati, presenti e futuri sono stati già perdonati.


Questo significa che lo Spirito Santo non convince mai i credenti di peccato, che i credenti non hanno bisogno di confessare i loro peccati a Dio, e che non hanno bisogno di pentirsi dei loro peccati, dato che Dio li vede perfetti ai Suoi occhi.


È facile vedere come sia pericoloso un tale insegnamento, specialmente per quei credenti che sono tentati al compromesso.


Un uomo che insegna l’Iper-grazia ha scritto: “Quando Dio mi guarda, non mi vede attraverso il sangue di Gesù, Lui mi vede purificato! Allo stesso modo, Egli ci vede santi e giusti. Dio ci vede, e a Lui piace ciò che vede!”.


Davvero? Sempre? 24 ore al giorno? Dio ama sempre ciò che vede quando guarda il Suo popolo? È vero che Lui ci ama: ma ama sempre ciò che vede?


Gesù amò ciò che vide quando rimproverò cinque chiese su sette dell’asia Minore come è scritto in Apocalisse, nei capitoli 2 e 3? Paolo, scrivendo per conto del Signore, amò ciò che vide quando avvertì i Galati quando erano usciti fuori dalla grazia ed erano diventati preda del legalismo? Giacomo, scrivendo in qualità di servo del Signore, amò ciò che vide quando biasimò alcuni cristiani per essere diventati “amici del mondo” nonché “adulteri e adultere”?


E se il Signore non vedesse i nostri peccati, perché Giacomo avrebbe scritto che se un credente che era malato avesse pure peccato, Dio lo avrebbe perdonato e guarito (Giacomo 5:14-15)?  E se Egli non nota i nostri peccati, perché il Signore ha corretto con la disciplina i Corinzi a motivo dei loro peccati (1 Corinzi 11:27-32)? (Fate particolare attenzione a 1 corinzi 11:32, Ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati col mondo).


Se Gesù non vedesse i nostri peccati, perché allora avrebbe detto alla Chiesa di Efeso Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore (Apocalisse 2.4)? E perché ha detto questo alla Chiesa di Sardi: Io conosco le tue opere: tu hai fama di vivere ma sei morto. Sii vigilante e rafforza il resto che sta per morire; poiché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio. Ricordati dunque come hai ricevuto e ascoltato la parola, continua a serbarla e ravvediti. Perché, se non sarai vigilante, io verrò come un ladro, e tu non saprai a che ora verrò a sorprenderti (Apocalisse 3:1-3).


Pensate proprio che il Signore fosse entusiasta di ciò che vide ad Efeso e a Sardi?


Se il Signore ci vede sempre “santi e giusti” ed ama sempre ciò che vede in noi, perché rimproverò i credenti di Laodicea, dicendo loro che erano “infelici, miserabili, poveri, ciechi e nudi” (Apocalisse 3:17)? Perché non ha detto “Vedo che siete perfettamente vestiti, sani e ricchi?”


Se fosse stato così contento di ciò che vedeva nella Chiesa di Laodicea, perché avrebbe minacciato di vomitare la congregazione dalla Sua bocca? (Apocalisse 3:16). E se i credenti non avessero mai bisogno di pentirsi dei propri peccati, perché Gesù avrebbe detto, “Tutti quelli che amo, io li riprendo e li correggo; sii dunque zelante e ravvediti (Apocalisse 3:19)?


È interessante che la parola greca usata in Giovanni 16:8 – dove si dice che lo Spirito Santo convincerà il mondo di peccato – è la stessa identica parola usata dal Signore in Apocalisse 3:19 – tradotta qui in italiano con “riprendo”; e più avanti, vedi Apocalisse 3:22, è lo Spirito che parla!


È per il fatto che Dio ci ama che Egli stesso ci riprende (non  ci condanna) ed è per il fatto che il peccato è così distruttivo che egli ci chiama a voltargli le spalle. Questa è la bontà di Dio, e questo è ciò che la grazia fa, come Paolo ha scritto in Tito 2:11-12, “Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo”.


Quanto è tragico vedere che oggi il popolo di Dio confonde la voce del Suo Amore che corregge con la voce di condanna di Satana, e quanto è triste vedere che esso si oppone all’opera di purificazione dello Spirito, affermando che non ci sia nulla da purificare dal momento che Dio non guarda più i nostri peccati.


Ci ha Egli giustificati attraverso il sangue di Gesù? Assolutamente sì. Ci ha Egli messi da parte come popolo santo per Lui stesso? Senza dubbio. Ci ha Egli chiamati per essere Suoi figli e figlie, e tutto ciò per il Suo Amore e la Sua Grazia? Sì, proprio così.  Ed è a motivo di tutte queste cose che Paolo ha scritto, “Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio” (2 Corinzi 7:1).


Che nobile e bellissima chiamata. Non fartela rubare!

 
 

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information